Paolo Gioli (1942–2022) was an Italian artist, photographer, and filmmaker, born in Sarzano. Throughout his career, he conducted extensive experimental research on photographic and cinematic processes, often using handcrafted techniques and unconventional devices.
After studying at the Academy of Fine Arts in Venice, he moved to the United States, where he came into contact with the avant-garde artistic and film scene. Upon returning to Italy, he developed a personal visual language based on the direct manipulation of photographic materials and the deconstruction of the mechanisms of vision.
One of the defining features of his work is the use of the camera obscura and self-built tools, such as pinhole cameras and modified Polaroids, through which he explored the relationship between image, time, and matter.
Alongside his photographic practice, Gioli created experimental films in which he investigated movement and perception, often working directly on the film strip itself. His works lie at the intersection of visual arts and cinema, characterized by a strong analytical and conceptual approach.
Paolo Gioli (1942–2022) è stato un artista, fotografo e cineasta italiano, nato a Sarzano. Durante tutto il suo percorso fece molteplici ricerche sperimentali sui processi fotografici e cinematografici, condotte spesso attraverso tecniche artigianali e dispositivi non convenzionali.
Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, si trasferì negli Stati Uniti, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico e cinematografico d’avanguardia. Tornato in Italia, sviluppò un linguaggio personale basato sulla manipolazione diretta dei materiali fotografici e sulla decostruzione dei meccanismi della visione.
Una delle caratteristiche distintive del suo lavoro è l’uso della camera oscura e di strumenti autocostruiti, come macchine stenopeiche e polaroid modificate, con cui esplorava il rapporto tra immagine, tempo e materia.
Parallelamente alla fotografia, Gioli realizzò film sperimentali in cui indagava il movimento e la percezione, spesso intervenendo direttamente sulla pellicola. Le sue opere si collocano al confine tra arti visive e cinema, con un forte approccio analitico e concettuale.