Vincenzo Castella, nato a Naples nel 1952, vive attualmente a Milan. Ha iniziato a fotografare nel 1975. Tra il 1975 e il 1982 ha realizzato Private Geography, una serie di fotografie a colori che ritraggono interni domestici. Nel 1976, 1978 e 1980 ha viaggiato negli United States, dove ha lavorato al progetto Hammie Nixon’s People, una biografia semi-immaginaria di cantanti blues dedicata agli afroamericani, alle loro vite e all’architettura delle città del Sud (fotografie e film in 16 mm). Dal 1980 espone le sue opere in Europa e negli Stati Uniti.
Nel 1998 ha avviato una serie fotografica sugli edifici delle città europee. Le sue fotografie sono diventate progressivamente più “antinarrative”, costruendo ipotesi visive sulla complessità e sull’intreccio delle città, attraverso grandi stampe a colori tratte da pellicole di medio e grande formato. La sua ricerca si concentra sulla distanza e sullo spaesamento. Questo percorso comprende immagini di città italiane ed europee come Naples, Milan, Turin, Rouen, Caen, Le Havre, Helsinki e Berlin, oltre a territori e luoghi come Ramallah e Jerusalem.
Dal 2006 Castella realizza installazioni basate su negativi fotografici di grande formato, come Chronicles from Milan, presentata ad Art Unlimited nel 2009. I movimenti di una camera virtuale offrono un’interpretazione articolata della fotografia e delle relazioni tra ciò che si vede e ciò che resta invisibile nella vita urbana. Il suo lavoro non è guidato da un’evoluzione stilistica, ma piuttosto da una sistematica riduzione del repertorio e da una sintesi del linguaggio.e synthesis