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Herbert List (1903-1975)

Herbert List, Eggs in Spalato, Yugoslavia, 1937 Gelatin Silver Print Cartacea Galleria Cartacea Gallery
Herbert List, Eggs in Spalato, Yugoslavia, 1937 I Gelatin Silver Print I 24 x 29,7 cm
Herbert List, Rome, c.1950 Vintage Gelatin Silver Print Cartacea Galleria Cartacea Gallery
Herbert List, Rome, c.1950 I Vintage Gelatin Silver Print I 18 x 28 cm
Herbert List, Wallfahre Von Der Kirche Der Virgen De Guadalupe, Mexico City, c.1950 Gelatin Silver Print Cartacea Galleria Cartacea Gallery
Herbert List, Wallfahre Von Der Kirche Der Virgen De Guadalupe, Mexico City, c.1950 I Gelatin Silver Print I 19 x 29 cm

Nato in una prospera famiglia di mercanti ad Amburgo, Herbert List inizia nel 1921 un apprendistato presso un commerciante di caffè a Heidelberg e studia letteratura e storia dell’arte all’Università di Heidelberg. Tra il 1924 e il 1928, durante i suoi viaggi per l’attività commerciale del padre, scatta fotografie ancora prive di intenzioni artistiche.

Nel 1930, la sua inclinazione artistica e i contatti con l’avanguardia europea lo portano a incontrare Andreas Feininger. È proprio Feininger a introdurlo all’uso della Rolleiflex, una fotocamera più sofisticata che permette una composizione più consapevole delle immagini. Sotto l’influenza congiunta del movimento surrealista e dell’arte del Bauhaus, List inizia a sviluppare uno stile personale, fotografando nature morte, architetture e amici. Ispirato al Romanticismo, descrive le sue immagini come visioni composte, in cui le sue disposizioni cercano di catturare l’essenza subliminale che abita e anima il mondo delle apparenze.

Quando nel 1936 lascia la Germania per motivi politici e personali, trasforma brevemente il suo hobby in una professione. Lavora a Parigi e Londra, dove incontra George Hoyningen-Huene, che lo indirizza verso alcuni progetti per Harper’s Bazaar. Insoddisfatto del lavoro come fotografo di moda, si dedica alla composizione di nature morte in studio. Le immagini realizzate in questo periodo verranno poi paragonate ai dipinti di Max Ernst e Giorgio de Chirico. List diventa così il fotografo più rappresentativo dello stile definito fotografia metafisica.

Liberatosi dai vincoli personali e artistici della Germania fascista, il suo lavoro assume toni più giocosi e intimi. La vita mediterranea rende gli anni dal 1936 al 1938 i più fruttuosi della sua carriera. Le immagini di giovani uomini su spiagge assolate non sono solo studi erotici del corpo maschile: sembrano illustrare un diario personale di amicizie e incontri fatti durante i suoi viaggi. Il loro atteggiamento naturale e spontaneo affascina anche i fotografi di moda contemporanei, ma ciò che colpisce è che nessuno dei suoi soggetti era stato selezionato o pagato.

Dal 1937 al 1939 la Grecia diventa l’interesse principale di List. Dopo la sua prima visita ai templi antichi, alle sculture e ai paesaggi, inaugura a Parigi nell’estate del 1937 la sua prima mostra personale. Seguono pubblicazioni su Life, Photographie, Verve e Harper’s Bazaar, e inizia a lavorare al suo primo libro, intitolato Licht über Hellas, che però verrà pubblicato solo nel 1953 a causa della guerra. Durante il suo soggiorno ad Atene, spera di sfuggire al conflitto, ma è costretto a tornare in Germania nel 1941 per l’invasione delle truppe. Parte del suo lavoro, conservato in un hotel a Parigi, andrà perduto per sempre. A causa delle sue origini ebraiche, a List non è permesso pubblicare né lavorare ufficialmente in Germania.

Come per molti europei, il periodo tra il 1940 e il 1945 è molto difficile per lui. Espulso dalla Grecia e senza permesso di lavoro, deve nascondersi dalle autorità tedesche per evitare l’arruolamento e l’invio al fronte orientale. Inoltre, i materiali fotografici sono scarsi. In questo periodo si dedica al disegno come forma di espressione creativa.

Scatta ritratti di Cocteau, Honegger e Picasso durante una breve visita a Parigi, e realizza una enigmatica serie sulle figure di cera del Panoptikum di Vienna, prima di essere arruolato dalla Wehrmacht e inviato in Norvegia fino alla fine della guerra nel 1945. Fotografa le rovine della Monaco devastata dal conflitto e diventa redattore artistico di HEUTE, una rivista americana per il pubblico tedesco. Seguono altri ritratti di artisti europei e reportage fotografici per riviste europee e americane. Nel dopoguerra il suo stile cambia: meno concentrato sugli aspetti formali, il suo lavoro mostra un forte interesse per l’essere umano.

Nel 1951 Herbert List incontra Robert Capa, che lo convince a collaborare con l’agenzia Magnum. Continua ad amare la Grecia, ma è soprattutto attratto dall’Italia. Si dedica alla fotografia di strada, ma anche a reportage e ritratti. Nel 1953 scopre la fotocamera da 35 mm. Il suo lavoro diventa più spontaneo, influenzato dal collega Henri Cartier-Bresson e dal cinema del Neorealismo italiano. Seguono viaggi in Spagna, Messico, Marocco e nei Caraibi. Il miglioramento dell’economia nel dopoguerra gli permette finalmente di completare diversi progetti editoriali rimasti in sospeso: Licht über Hellas (1953), Rome (1955), Caribia (1958), Nigeria (1961) e Napoli (1962), quest’ultimo in collaborazione con Vittorio De Sica.

A metà degli anni ’60 List perde progressivamente interesse per la fotografia. La sua collezione di disegni di maestri italiani antichi assorbe completamente la sua attenzione, portandolo a viaggiare spesso tra collezionisti, musei e aste a Roma, Londra, Parigi e New York. Muore a Monaco di Baviera nel 1975.